Il buongiorno si vede dal mattino

Marzo 9th, 2010

Questa mattina, K e la fida Carlotta si recano al lavoro.
Dovete sapere che alcune strade di Milano sono molto larghe, direi a più corsie, ma non è così. Le corsie non ci sono, le macchine si incolonnano dove vogliono, anche una sopra l’altra, nella speranza di essere i primi a ripartire quando scatta il verde.
C’è da dire che ogni tanto si sbaglia, soprattutto se non si è di Milano, e – intimiditi – si tiene la destra. Errore, si viene poi incanalati in una strada sconosciuto e prima di trovare il modo di tornare indietro ci si trova a Linate.
K, come tutte le mattine, visto che non deve andare a Linate, tiene la sinistra. Al semaforo si incolonna dietro un’auto. Solo quando tutte le altre auto sono ripartite e quella davanti a lui è rimasta ferma si accorge che è vuota, e che si è incolonnato dietro un’auto parcheggiata.
Non solo, un’altra ventina di automobili si sono innocentemente incolonnate dietro la Carlotta, sperando di raggiungere dietro la sua guida la Terra Promessa.
Alle otto e 25 di martedì mattina si è assistito alla classica scena di venti macchine che fanno goffamente la retro cercando di non tamponarsi perché l’idiota davanti a tutti si è incastrato dietro una macchina parcheggiata e non sa più come uscirne.
Adesso a Milano nevica, stamattina piovevano madonne.

8 marzo parte seconda

Marzo 8th, 2010

Il Capo Decapitato Ma Comunque Supremo arriva fingendo allegria da leccaculo e guarda sulla scrivania della Collega e del K.
- Guarda un po’! Avete più fiori voi oggi che…
- Un corteo funebre. – conclude K, seguitando a lavorare sul suo prospetto in excel, come sempre intollerante ai bambini e ai fiori.

*

Vi ho già raccontato, non ricordo quando, che odio ricevere fiori. E non mi piace molto nemmeno regalarli, a parte in occasioni particolari. Sono sempre molto sfigato quando regalo fiori.
A quella svanita della mia ragazza, che stasera è in giro a cazzeggiare per la festa della donna e mi ha lasciato qui in balia di ciclamini e mimose puzzose, ho regalato solo una volta una rosa. Con i petali bianchi striati di rosso.
- Guarda! Una rosa insanguinata! – disse quel romanticone di K.
- Ooh, che bella! Sembra proprio che stia grondando! – rispose l’altrettanto romantica Ragazza Svanita.

8 marzo

Marzo 8th, 2010

L’anno prossimo l’8 marzo mi prendo un giorno di ferie, così evito di trovare sulla scrivania ciclamini, mimose puzzolenti e cazzate varie.

Domenica

Marzo 7th, 2010

Con gli operai che hanno lavorato in bagno e in cucina dalle 8.30 di questa mattina fino alle 18. Se non ci credete fate bene, non ci credevo nemmeno io fino a quando non ho sentito le bestemmie dei miei vicini di casa.
Mi sono iscritto a questo concorso, si tratta di scrivere un racconto seguendo gli indizi che vengono dati di giorno in giorno dalla redazione. Mi sono divertito moltissimo.
Com’è bello scrivere solo per il gusto di farlo. Non mi interessa vincere, sinceramente sono contento di aver avuto il “coraggio” di partecipare.
Il mio eroe si chiama Sylar, su suggerimento di quella svanita della mia ragazza. Votatemi! :D
Il mio malumore si sta parzialmente riassorbendo.
Posto qualche fotina fatta con la fotocamera nuova. Lei si impegna, ma io resto una capra. Tra l’altro i soggetti sono i cani del canile, impossibili da convincere a stare fermi se ti vedono entrare nel box…
Marta amore mio (abbiamo anche lo stesso fisico). Si stava chiedendo perché mi allontanassi invece di grattarle il culone come al solito.

La bellissima Martina (in passeggiata con Andreasantosubito), dolcissima e bravissima. E’ arrivata dalla Sicilia con il fratello Napoleone e ora è rimasta sola… praticamente sta crescendo in canile. La foto è della Simosantasubito (anche lei) che mi dà una mano in queste cose…

Ettore (bastardo non solo come razza), che mi guarda con l’espressione “scusa K, che cazzo stai facendo?”

Cesarino, che io chiamo Cesare. Copia esatta di Moser, anche in intelligenza…

Doriano, Sansone e Otto in ammucchiata. Purtroppo loro sono cresciuti con noi in canile (sono lì da quattro anni, da quando sono stati salvati da una “situazione difficile”) e l’idea di andare a casa e separarsi non li alletta molto…

Per finire, la sorella di Cesare, Giada, che ha degli occhi spettacolari.

Rocky sta bene ed è felice con il suo nuovo umano, a me manca sempre molto ma almeno ho smesso di piangere oggi volta che ci penso.
Scusate i post insulsi, ma ultimamente parlo di quello che mi passa per la mente e mi va bene così.

Antipatia

Marzo 5th, 2010

Corso per il canile con comportamentalisti saltato causa sciopero del proiettore, morto improvvisamente.
Serata finita in un locale qualsiasi a farsi del male con una miscela di vodka, liquore al caffè e crema di latte.
Il mio stomaco mi ha chiesto gentilmente cosa stessi facendo. Ora sto schiumando come se avessi bevuto il drago pulisan.
Dovrei dare un taglio a tutte queste cose e a tutte le schifezze ingurgitate in fretta, e cominciare a mangiare dignitosamente, cosa piuttosto difficile quando ci si riduce ad avere mezz’ora di pausa pranzo, nessun posto dove stare e un inverno che non si decide a finire fuori dalla porta dell’ufficio.
Quanto sarebbe bello lavorare con i cani, invece che diventare uno squallidissimo contabile da sottoscala?
Lavorare con i cani del canile, arrabbiati o spaventati, bisognosi di attenzioni, ma non arricchirsi su di loro. Invece diventerò un contabile da sottoscala, Dio, che pena.
Oggi è venuto in ufficio un assicuratore amico del Fasciocollega. Abbronzato, ricco, brillante.
- Ho per le mani tre case, sei uffici, due figli e un divorzio. Nel tempo libero leggo Dante, mi hanno anche invitato ad affittare un teatro, ma non mi piace farmi pagare. – diceva.
Il Fasciocollega ha per forza dovuto dire che io scrivo. Cosa che ultimamente odio dire, non so perché.
Ho provato un disagio estremo, diciamo un’estrema vergogna.
E poi avevo da fare, una gara lunga da concludere e questo qui che mi parlava di Trilussa e Porta.
Chiudo qui, in questi giorni mi sono antipatico.

Riflessioni banali

Marzo 4th, 2010

Non sono per niente soddisfatto dell’ultima immagine fatta per il libro, però ho finito.
Come al solito me la sono trascinata fino alla fine… che idiota. Non posto le immagini perché mi schifano.
Sto cercando di cambiare template perché questo mi ha talmente nauseato che non riesco più a postare.
Questo è uno di quei non più rari momenti in cui darei fuoco a me, alla mia casa e possibilmente al mondo intero.
Un po’ di shopping, visto che in questo periodo si usa postare ogni qualsivoglia cazzata si esca a comprare: ieri fotocamera, oggi disco esterno microscopico per il pc. Domani posso scegliere fra le seguenti opzioni: a) svegliarmi di buon umore; b) ingoiare qualche quintale di benzodiazepine; c) lasciare a casa il bancomat.
C’è da dire che la fotocamera mi si era rotta e il disco esterno, al quale urge trovare un nome, costava meno della chiavetta USB di cui necessitavo. Cosa assurda visto che il disco è poco più grande della chiavetta e invece di essere da 32 GB è da 500…
Forse sto solo cercando scuse per autoconvincermi e sono solo un consumista sputtanatore di stipendi, il che sconvolge profondamente la mia anima sinistroide e lascia profondamente indifferente la mia anima sinistra.
Voglio scrivere una poesia sui cani del canile e leggerla alla prossima cena letteraria in modo da litigare definitivamente con tutti, in special modo con T. (”i cani sono oggetti”), che dev’essere una prerogativa della gente strana avere questa iniziale.

Circondato da geni

Marzo 3rd, 2010

Padre: – Non fai colazione?
K: – Ho la nausea.
Padre: – Come mai?
K: – Non ho bei pensieri ultimamente. Anzi, spero di schiantarmi mentre vado al lavoro.
La sera.
Padre: – Come mai avevi nausea stamattina? Non avevi digerito?
K: – … Già.
*
K smadonna un quarto d’ora per uscire dal parcheggio perché ha di fianco un’altra auto, dietro la quale c’è un fuoristrada, sull’altro fianco c’è un muretto e qualche metro dietro la Carlotta c’è il furgone della ditta.
Quando finalmente esaurisce le bestemmie finemente articolate, la macchina è libera ed ecco che il furgone della ditta se ne va.
La mattina dopo.
Autista Storico: – Ieri sera hai fatto fatica a uscire dal parcheggio, eh?
K: – Eh sì. C’era il suo furgone sapientemente posizionato nell’unico angolo libero del cortile, cioè quello che mi serviva per uscire.
Autista Storico: – Eh, lo so! Ma infatti sono rimasto lì per vedere se avevi bisogno di aiuto, poi ho visto che ce l’hai fatta e me ne sono andato.
K: – … Scusi, ma se se ne andava subito non era meglio, così facevo meno fatica?
Autista Storico: – Ah. Eh. Non ci ho mica pensato.

Statico

Febbraio 28th, 2010

Oggi c’è un cielo inutile, grigio e uniforme.
Senza emozioni.
Come si può vivere sotto un cielo come questo?

Agonia

Febbraio 27th, 2010

Tornato da poco da una serata al circolo culturale.
Domenica sera cena letteraria.
Il ritrovo è alle 18. Io andrò alle 20, in tempo per la cena.
Venerdì prossimo mi riufiuto di andare all’incontro.
Questa sera è emerso che nessuno degli altri vuole un circolo serio e che se una sera non si ha voglia di far niente, non si fa niente.
Perfetto.
Io sto a casa, che ho altre mille cose da fare.
Sono stanco. Non ho la testa né le energie per salvare questo circolo morente.
E sinceramente le energie residue preferisco spenderle per altro.
Fra il circolo e il canile non credo ci sia bisogno di dire cosa sceglierei.
Però.
Sono amareggiato.

Questo doveva essere un post serio

Febbraio 23rd, 2010

Per chi se lo chiedeva, no, non sono morto, non mi sono suicidato, non ho cambiato casa, né lavoro, né fede politica, né religiosa. Neanche squadra del cuore. Neanche ragazza. Non sono nemmeno diventato monarchico dopo aver sentito la struggente canzone sanremese di Emanuele Filiberto.
Lui che non aveva fatto niente e non poteva tornare, e sognava ogni notte di rientrare in Italia. Noi che non abbiamo fatto niente per meritarci tutto questo e sognamo ogni notte di andarcene.
Lo so che sto diventando patetico con la mia polemica contro i Savoia, ma dovevamo per forza riprenderceli? Non bastavano già tutte le sciagure che ci capitano (terremoti, frane, alluvioni, Berlusconi), dovevamo riappropriarci di un principe che non è principe di niente, dato che in Italia i titoli nobiliari non valgono?
Che poi, non me la sarei presa tanto, se almeno la canzone fosse stata decente. Ma è una cosa inascoltabile. Lasciando perdere il fatto che il Filiberto non sa cantare, ad un certo punto parte un tenore, che non c’entra niente con il resto. E me la sono pure autoinflitta. Sentendo aria di polemica, sono andato a cercarmi il capolavoro su youtube. La Chiara ha giurato di tagliarsi le orecchie se le ripasso un link simile.
Vogliamo parlare dello stampo monarchico della canzone, quando dice “al mondo e a Dio”?
No, immagino che non vogliamo parlarne.
Beh, ora che è ho finito questa piccola e innocente prefazione, come state, o voi che non mi leggete?
Ultimamente mi sono capitate diverse cose, ad esempio:
- viaggio a Brescia per lavoro, disastroso (merita un post)
- S. Valentino con la Chiara, lei ha fatto delle bellissime fotografie (ad esempio, il culo del cavallo della statua in piazza Duomo – mi rifiuto di fare un post sull’argomento)
- agonia del circolo culturale (cronaca di una morte annunciata).
Lunedì iniziano i lavori per rifare bagno e cucina a casa mia. Immagino che sarà un periodo molto divertente durante il quale verrò sovente preso dall’irrefrenabile voglia di suicidarmi.
Questo non è importante, perché dopo mesi di smadonnamenti contro il mio povero portatile, sono finalmente riuscito ad aggiustarlo.
Con il filo da pesca.
In ufficio stiamo facendo degli incontri con la moglie del capo, che si occupa di organizzazione aziendale. Dopo aver proposto miglioramenti, aver tramato contro il Fasciocollega, aver rimesso in discussione ogni cosa, il mio lavoro è decisamente cambiato.
E’ triplicato. Magicamente.
Questo doveva essere un post serio, come dice il titolo, e soprattutto doveva avere un senso, ma non si può chiedere molto ad uno che ogni giorno affronta al telefono il suo peggior nemico, l’Ente Militare, e passa la pausa pranzo a guardare American Dad al bar cinese (nel senso che gli attuali gestori sono cinesi) mentre finge di ascoltare gli aneddoti riguardanti la figlia della sua collega.